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    October 23

    “La luce dell’ombra”, Leonarda Crisetti

    Sabato 10 Ottobre , a Foggia,  presso il cinema Falso Movimento abbiamo assistito alla prima del film “La luce dell’ombra”, opera di Carlo Fenizi.                    

    In questo suo primo lungometraggio, il giovane regista foggiano regista narra le intricate e mai sviscerate vicende di una famiglia borghese, che vengono fuori finalmente alla morte dell’“Uomo” di casa, quando gli interessi particolari evidentemente di natura economica indeboliscono le difese e inducono gli umani a gettare via la maschera.

    La vicenda si snoda in un crescendo vorticoso, al ritmo della musica etnica del nostro Gargano e della taranta.

    Certo , come un po’ tutte le opere prime , il film mostra qualche ambizione di troppo e qualche incertezza stilistica, laddove è girato con un registro espressivo grottesco che non sempre riesce a coniugare senza stridori  il farsesco e il drammatico del plot, o qualche forzatura contenutistica, che vuole ad esempio un lungo pranzo nella stanza accanto al defunto, costume a noi estraneo.

    In compenso il film è girato col cuore  e  i vari  segni del cinema di Fellini e di Almodovar, che vi abbiamo scorto, non sembrano superficiali citazioni o vuote imitazioni, ma materiale vissuto, fatto proprio  emotivamente e tecnicamente dal regista.

    La musica dei Terranima  fa  da colonna sonora e  da sottofondo  al clima torrido dei peccati e  dei tradimenti della famiglia borghese in disfacimento consumati  nella bella villa di  un Gargano surreale. In realtà, la location del film per ragioni produttive è stata la Spagna , che rappresenta degnamente il nostro Gargano.

    Da apprezzare infine le performance degli attori, tra cui un posto di rilievo ha occupato  la nostra concittadina Maria Rosaria Vera, presente sin dall’inizio con la scena fin troppo veristica del “pianto”, calcata dall’espressività della mimica e del corpo, dalla gestualità, oltre che del linguaggio verbale.     

    L’attrice vichese,  la cui bravura e versatilità nei vari generi teatrali, in vernacolo come in lingua, già da molto tempo  è ben nota a tutti i nostri lettori, in questa sua terza esperienza cinematografica  da’ vita ad un’interpretazione veramente memorabile, che impreziosisce tutto il film .

     

     

     

    Comments (1)

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    antawrote:
    Ciao Dina... Molto probabilmente lei non mi conosce ma io ho sentito spesso parlare di lei... Mi chiamo Anita e sono la figlia di una persona che probabilmente è stata importante nella sua vita... Se lei vuole un giorno potremmo parlare un pò... Mi farebbe un immenso piacere...


    Anita Russi
    12 hours ago

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